Search results for "Indagini preliminari"
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Competenza territoriale e indagini collegate in materia di associazioni di tipo mafioso
2013
Il collegamento delle indagini costituisce un modulo investigativo inedito. La disciplina madre si rintraccia nella norma di cui all'art. 371 c.p.p.. Quanto ai delitti in materia di associazione di stampo mafioso è stata prevista però in fase di indagini una disciplina specifica all'art. 371 bis c.p.p., predisponendosi un modulo investigativo ad hoc, che assurge a criterio primus inter pares rispetto a quello generale. Il contributo analizza la disciplina in particolare della competenza territoriale e delle indagini collegate, con un ultimo sguardo ai profili e i limiti di Eurojust.
Fenomenologie inquisitorie o guarentigie costituzionali nelle dinamiche dei poteri ex art. 409, 4° comma, c.p.p. del g.i.p. sull'inazione del p.m.?
2022
Le sezioni unite hanno riconosciuto in capo al g.i.p. il potere di ordinare al p.m. di procedere, quale atto di indagine suppletivo disposto a norma dell'art. 409, 4° comma, c.p.p., all'interrogatorio dell'indagato, anche per un reato diverso da quello per il quale il magistrato requirente aveva richiesto l'archiviazione, essendo dovuta, in tal caso, solo la previa iscrizione nel registro ex art. 335 c.p.p.
Brevi considerazioni sulla necessità di emancipare la vittima del reato dallo «status» di offeso
2022
Con la sentenza 203/2021, la Corte costituzionale ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2, comma 2 bis, l. 24 marzo 2001 n. 89: continua, pertanto, a rimanere esclusa dal novero dei legittimati a dolersi dell'eccessiva durata dell'iter procedimentale la vittima del reato, la quale, ancorché abbia subìto un patimento cagionato dall'eccessivo protrarsi delle indagini preliminari cui consegua l'estinzione del reato per prescrizione e quantunque abbia presentato querela ed esercitato i diritti e le facoltà accordatele dall'ordinamento nella veste proprio di persona offesa, non avrà diritto a beneficiare del rimedio ristorativo previsto dalla legge Pinto,…
Informazione di garanzia
2012
Il contributo intende offrire un’analisi dello strumento istituzionalmente deputato ad informare la persona sottoposta alle indagini dello svolgimento di un complesso di attività dirette al potenziale esercizio dell’azione penale nei suoi confronti, onde consentire alla stessa l’esercizio del suo diritto di difesa nel corso del procedimento penale: l’informazione di garanzia disciplinata dall’art. 369 c.p.p. L’indagine muove dallo studio dei c.d. antenati dell’informazione di garanzia, sorti in vigenza dell’abrogato codice Rocco, quali l’avviso di procedimento e la comunicazione giudiziaria, per poi affrontare l’istituto di cui all’art. 369 c.p.p. del vigente codice di procedura penale. L’a…
Il sopralluogo di polizia giudiziaria. Tra latitanze legislative e prassi operative devianti
2013
L’ordinamento giuridico ci ha abituato all’accettazione dell’aforisma shakespeariano in virtù del quale “ciò che noi chiamiamo con il nome rosa, anche se lo chiamassimo con un altro nome, avrebbe pur sempre lo stesso dolce profumo”. Si tratta di un principio che, applicato al meno poetico mondo del diritto, esalta la sostanza di un atto, il suo contenuto giuridico, ponendo sul piano dell’irrilevanza la veste formale del nomen iuris. A volte, però, l’impiego disinvolto di un termine può celare insidie che incidono irrimediabilmente sulle garanzie difensive dell’individuo. Il riferimento è al c.d. sopralluogo di polizia giudiziaria nel quale convivono incertezze normative e prassi operative d…
Imputazione coatta "abnorme": alle Sezioni unite la questione sulla legittimazione a impugnare
2018
Le Sezioni Unite sono chiamate a risolvere un contrasto interpretativo in merito alla legittimazione dell'indagato a impugnare con ricorso per cassazione l'ordine d’imputazione coatta emesso dal giudice per le indagini preliminari per un reato diverso da quello per il quale l’organo inquirente aveva richiesto l'archiviazione. Dopo avere illustrato i diversi orientamenti, l'Autrice spiega le ragioni per le quali non può non riconoscersi all'indagato la legittimazione a impugnare tale provvedimento, trattandosi di atto abnorme che lede sia le prerogative del pubblico ministero in merito all’esercizio dell’azione penale sia il diritto al contraddittorio.
Commento agli artt. 405, 406, 407, 408 e 411 del codice di procedura penale
2012
L'Autrice, riportando la giurisprudenza più recente oltre che le posizioni dottrinali più accreditate, commenta gli articoli del codice di procedura penale riguardanti la chiusura delle indagini preliminari, la proroga del termine, i termini di durata massima delle indagini preliminari, la richiesta di archiviazione per infondatezza della notizia di reato e gli altri casi di archiviazione.
Il regime del segreto investigativo
2015
Il presente contributo intende esporre la disciplina del segreto investigativo nel sistema processuale penale, dando risalto ai profili di pregio rispetto alla segretezza completa che caratterizzava la fase analoga nel processo regolato dal 'codice Rocco'. Nella disciplina vigente, infatti, il segreto è stato configurato come limite per singoli atti e documenti, non coprendo l'intero arco delle attività prodromiche all'esercizio dell'azione penale. La 'ratio' della limitazione è rintracciabile nella volontà di contemperare le ragioni della segretezza, funzionali all'efficacia delle indagini, con la tutela della esigenza di conoscenza, per una difesa il più possibile consapevole.